Borghi

SAN GIACOMO FILIPPO

S.Giacomo diede il nome a tutta la valle rimanendo sin al XVI secolo il centro piú importante e sede del governo della Valle Spluga. Nel secolo XII era presente in questo paese l´unica Chiesa della Valle. Con l´avvento del Regno d´Italia al nome S. Giacomo, nel 1866, fu aggiunto il nome Filippo per motivi burocratico-amministrativi. La Chiesa parrocchiale é nominata fin dal 1119 e al di lá del fiume Liro sorge il santuario di S. Guglielmo.

02-san giacomo filippo 
S. Giacomo- fotografia di Luigi Groppo inizio 900





OLMO E SAN BERNARDO

Sulla costa lepontina della bassa Valle Spluga si affacciano gli abitati di Olmo e San Bernardo.

sanbernardo-olmo 
Chiavenna e la piana vista da S.Bernardo, sulla destra Olmo





GALLIVAGGIO

Gallivaggio é un piccolo nucleo a 800m immerso in un ambiente naturale selvaggio, dove sorge il celebre santuario della Madonna, eretto a seguito dell’apparizione della Madonna il 10 ottobre 1492.
Pochi metri sotto la piazza del Santuario si affaccia sulla strada un´antica fucina, operativa fino alla metá dell´Ottocento, dove si svolgeva una piccola attivitá di fabbro e maniscalco.

gallivaggio

Santuario di Gallivaggio sotto lo sperone di Mottasecca

LIRONE

Poche centinaia di metri sopra Gallivaggio si snoda intorno alla statale il nucleo di Lirone, costituito da un agglomerato di edifici tra cui una vecchia locanda con alloggio e stalla e un mulino del Settecento.

Lirone 
Il caratteristico nucleo di Lirone e sulla sinistra il vecchio Mulino





CIMAGANDA

Gli eleganti edifici che sorgono a fregio della statale testimoniano un florido passato basato sui trasporti e i commerci. Cimaganda deve il suo nome alla paleofrana che caratterizza il selvaggio paesaggio circostante. 

cimaganda (2) 
Cimaganda e la paleofrana





CAMPODOLCINO

Capoluogo della Val San Giacomo a partire dal XVII secolo. La sua origine risale probabilmente all´epoca romana, forse identificabile con la stazione di Tarvessede che rappresentava un importante luogo di passaggio e di sosta sulla via dello Spluga.
Il nome di Campodolcino compare nel 1186, legato alla posizione dell´abitato in una zona piana e allargata rispetto all´andamento della Valle. Del comune di Campodolcino fanno  parte le frazioni Corti, Acero, Tini, Pietra e Prestone (situate sul piano) e Starleggia, Splughetta ,Cá de Luc, Motta e  Fraciscio (paese natale di San Luigi Guanella) in sponda. La chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista é stata consacrata nel 1528.
Nel territorio del Comune si trova la centrale idroelettrica di Prestone progettata dall´architetto Gio Ponti nel 1948.
Il paese divenne famoso nel secolo scorso grazie alle rinomate acque oligominerali e al turismo. Oggi é una frequentata localitá turistica invernale ed estiva adagiata nel punto d´incontro del Fiume Liro con il Torrente Rabbiosa.

Campodolcino 
Campodolcino oggi





FRACISCIO

A monte della Caurga (la forra del Torrente Rabbiosa) é Fraciscio. “Ma quando in Campodolcino si ebbe un´invasione di forastieri, i chiavennaschi che vi passavano l´estate si rifugiarono a Fraciscio e allora sorsero casine e villette, apparvero molte fontane piacevolmente gorgoglianti, la colonia dei villeggianti si accrebbe notevolmente, e si determinó costruire la via carrozzabile da S.Giovanni alla Chiesa di Fraciscio (lunga mt 3.500 e progettata dall´ingegner Antonio Giussani di Como), ció che avvenne nel secondo decennio di questo secolo” (S. Morselli, op. cit.).
Fraciscio deve buona parte della sua notorietá per avere dato i natali a San Luigi Guanella che qui nacque il 19 dicembre 1842. 

24-fraciscio 






STARLEGGIA

Frazione di Campodolcino raggiunta dalla carrozzabile che sale dalla località Acqua Merla verso Splughetta (1369 m) e Ca´ de Luc (1503 m) e da sentieri. Starleggia si trova a 1.565 m di quota su uno dei ripiani minori sotto la grande scarpata rocciosa che tronca a Est il Pian dei Cavalli e la piana di San Sisto; da qui si gode un bel panorama sul pizzo Stella, Groppera e piú a nord Emet e Suretta. Notevoli sono le cascate originate dal torrente Sancia e Starleggia che si ammirano salendo da Campodolcino. La frazione presenta differenti tipologie di carden, tra i quali alcuni sono di notevole interesse; la chiesa, eretta nel 1768 é dedicata al Cristo.
Aveva la scuola e un´osteria, ma dopo l´apertura della strada carrozzabile nella metá degli anni Sessanta il paese si é spopolato. Oggi é frequentato solo d’estate. 

Starleggia 
I caratteristici tetti in “piote” di Starleggia




MOTTA

L´Alpe Motta si trova a 1800 m su un altipiano che domina la valle Spluga. In passato era un alpeggio ambito per i suoi ricchi pascoli. Qui negli anni Trenta don Re fondó la Casa Alpina per accogliere i numerosi turisti affascinati dalla maestositá dell´ambiente. Alla fine degli anni Cinquanta venne eretta la Statua della Madonna d´Europa, conosciuta anche come Nostra Signora d’Europa, simbolo dell´Alpe Motta. Oggi é un rinomato centro di sport invernali. 

53-Motta 






PIANAZZO 

La piccola frazione di Pianazzo ( m 1399 fa parte del Comune di Madesimo) sorge su un terrazzo naturale dal quale il fiume Scalcoggia si trasforma nella spettacolare cascata omonima, che nel passato, con i suoi 180 m di caduta si attestava fra le più belle delle Alpi. Qui vi ha sede il Municipio. Alcune abitazioni hanno conservato la fisionomia caratteristica.
pianazzo Borghi
Cartolina storica di Pianazzo inizio 900

ISOLA 

Isola  ( m 1268) è la frazione più bassa del comune di Madesimo e si trova sul versante destro idrografico della Val San Giacomo, dove, alla fine degli anni Quaranta,con lo sbarramento del fiume Liro è stato creato il lago artificiale.
Il campanile della bella chiesa parrocchiale del XV secolo spicca tra le antiche case sorte intorno, tra cui, di particolare pregio, è il Casón, edificio del XVI Secolo, ristrutturato nel 1722, già sede del Porto della Val San Giacomo, in quanto Isola costituiva un importante nodo lungo la Strada di Sotto (Passo Spluga –Cardinello- Isola-) ed era punto di partenza della mulattiera del Passo Baldiscio.
Il Casòn è oggi conosciuto come Locanda Cardinello, importante luogo di ristoro e alloggio per chi proviene dallaVia Spluga; al suo interno ci sono quattro stüe originali di cui una visitabile con annesso stüin e pigna interamente in beola datata 1735.

isola
Isola oggi

MADESIMO 

Madesimo ( 1660 m) è una graziosa località turistica invernale posta in una conca incastonata fra l’altipiano calcareo degli Andossi e il versante del pizzo Groppera  a destra, attraversata dal torrente Scalcoggia che alimenta lo sbarramento artificiale all’inizio del paese.
Nel passato era un ridente alpeggio, caratterizzato da un clima rigido e secco, che ancor oggi offre ai suoi visitatori, durante il periodo estivo, belle passeggiate nei lariceti che la circondano. La presenza di uno stabilimento idroterapico ( abbattuto negli anni Sessanta) ha favorito la nascita del turismo nella seconda metà dell’Ottocento in concomitanza con le prime esplorazioni alpinistiche fatte sul territorio.
Da qui passava la strada che conduceva al passo Niemet e successivamente nella vicina valle svizzera di Innerferrera. Tracciato usato in alternativa a quello dello Spluga o del Baldiscio. Nel fondovalle sopravvive, seppur rimaneggiata, l’antica Dogana, oggi ristorante tipico di grande fascino. Nel cuore del paese è meritevole di attenzione la Baita Barin, la più antica abitazione del paese con un nucleo a carden e la Osteria Vegia, dove Carducci trascorreva le serate in compagnia.
All’inizio del secolo scorso Madesimo vede fiorire il turismo invernale, caratterizzato dall’abbandonante presenza di neve e da tracciati fra i più belli delle Alpi, come il celeberrimo Canalone, decantato da Dino Buzzati in un suo famoso articolo giornalistico.

madesimo2

Madesimo in una cartolina “colorata” inizio 900 

 

madesinverno

Cartolina storica invernale di Madesimo anni Venti









MONTESPLUGA 

Oltre il Monte Càrdine, vero punto nodale dell’idrografia attuale e fossile dell’alta Val S. Giacomo, si trova uno degli insediamenti più caratteristici del percorso: Montespluga ( m 1908). Le baite si raggruppano al limite settentrionale dell’ampia conca glaciale, occupata dopo gli anni ’30 dal lago artificiale, tra la pianeggiante Val Loga coronata dal Pizzo Tambò (3.279 m s.l.m.) a Ovest, e il massiccio del Pizzo Suretta (3.027 m s.l.m.) a Est. A partire dall’alto medioevo, vi era una locanda per viandanti, nominata dal XIV secolo Ca’ de la Montagna, aperta tutto l’anno. Nelle stampe d’epoca fa parte di una serie di edifici a schiera, in cui tuttora si susseguono alberghi e la dogana (ampliata con l’apertura della strada del 1822 e dismessa negli anni Settanta). Di fronte, un edificio della medesima epoca, ospita la caserma e la cappella di S. Francesco che contiene un quadro di “S. Francesco che riceve le stigmate” del pittore boemo Giovanni Pock, attivo in Milano.

montespluga Borghi 

Montespluga oggi